La svolta antropologica del Vaticano II. Conferenza di P. Serafino M. Lanzetta

A distanza di 55 anni dalla chiusura del Concilio Vaticano II (07-12-1965), qual è la situazione nella Chiesa cattolica? È arrivata la primavera che Giovanni XXIII e Paolo VI auspicavano? Inoltre, qual è stato il centro dell'insegnamento del XXI concilio ecumenico, Dio o l'uomo? Di questo ed altro parla in questa conferenza P. Serafino M. Lanzetta.

Per P. Cavalcoli quello del Vaticano II è un problema pastorale e non dottrinale

Per P. Giovanni Cavalcoli OP quello del Concilio Vaticano II è un problema pastorale e non dottrinale

Il Vaticano II e il Calvario della Chiesa

L’ermeneutica della riforma nella continuità ci ha dato la speranza di poter leggere le dottrine nuove del Vaticano II in continuità con il magistero precedente: se l’ortodossia non la si vede la si ricerca. Però qui si pone un problema non secondario.

Video. Il Vaticano II e la crisi nella Chiesa cattolica

Perché ha prevalso l'ermeneutica della rottura a quella della riforma? Perché una rottura c'è stata.

Il primo schema sul matrimonio e sulla famiglia del Concilio Vaticano II

Fra i vari documenti preparatori per il concilio, approvati da Giovanni XXIII nel luglio del 1962 e inviati a tutti i vescovi, c’era anche uno schema di costituzione dogmatica sulla castità, il matrimonio, la famiglia, la verginità. Tale schema venne però bocciato e riscritto secondo le tesi della teologia progressista, la cosiddetta nouvelle théologie, lontanissima dalle posizioni tradizionali.

Dalla Gaudium et spes all’Humanae vitae

La confusione e le ribellioni post-conciliari sono legate all’incertezza magisteriale del Concilio Vaticano II. Non si può semplicemente attribuire la colpa alle ermeneutiche contrastanti nate nella fase ricettiva del Vaticano II. Fu il Concilio stesso con la sua indeterminatezza dottrinale su vari punti a porre il problema ermeneutico.

Il Maggio ’68 e il Concilio Vaticano II

Mentre il mondo era scosso dalla rivoluzione del maggio ‘68, la Chiesa era scossa dalla crisi post-conciliare. La simultaneità delle due rivoluzioni solleva il quesito della loro mutua dipendenza. L’una ha influenzato l’altra? O, piuttosto, ambedue sono riflessi di una stessa crisi, manifestandosi in due campi diversi?

Il linguaggio opaco della “Chiesa conciliare”

Il nuovo modo di comunicare della gerarchia ecclesiastica è nato con il Vaticano II in ottemperanza alle indicazioni di Giovanni XXIII che ai periti e ai padri diede ampio mandato di rinnovamento nella forma di presentazione della Dottrina, fatto salvo che la sostanza non venisse cambiata. Questo restyling del Cattolicesimo venne giustificato dall’assioma (sofistico e falso) che al cosiddetto "uomo moderno" non ci si potesse rivolgere col linguaggio chiaro e definitorio del Magistero precedente.

Il primo schema sul matrimonio del Concilio Vaticano II

Fra gli schemi preparatori del Vaticano II, approvati da Giovanni XXIII nel luglio del 1962 e inviati a tutti i Padri conciliari, c’era anche uno Schema di costituzione dogmatica sulla castità, il matrimonio, la famiglia, la verginità. Ma questo Schema venne bocciato e riscritto secondo le tesi della teologia progressista, la cosiddetta Nouvelle théologie, ossia quella teologia mondana che oggi impera e tenta, a porte chiuse, di escogitare sofisticati sistemi speculativi per offendere la teologia rispettosa delle leggi divine.

La falsa accusa di eresia a chi critica le nuove ed ambigue dottrine del pastorale Vaticano II

Criticare le nuove ed ambigue dottrine del pastorale Concilio Ecumenico Vaticano II significa forse comportarsi da protestanti, da eretici? No, di certo. Eppure lo si è affermato e si è tornati a ripeterlo, anche in sedi autorevolissime.

WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: