Il primo schema sul matrimonio e sulla famiglia del Concilio Vaticano II

Fra i vari documenti preparatori per il concilio, approvati da Giovanni XXIII nel luglio del 1962 e inviati a tutti i vescovi, c’era anche uno schema di costituzione dogmatica sulla castità, il matrimonio, la famiglia, la verginità. Tale schema venne però bocciato e riscritto secondo le tesi della teologia progressista, la cosiddetta nouvelle théologie, lontanissima dalle posizioni tradizionali.

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Dalla Gaudium et spes all’Humanae vitae

La confusione e le ribellioni post-conciliari sono legate all’incertezza magisteriale del Concilio Vaticano II. Non si può semplicemente attribuire la colpa alle ermeneutiche contrastanti nate nella fase ricettiva del Vaticano II. Fu il Concilio stesso con la sua indeterminatezza dottrinale su vari punti a porre il problema ermeneutico.

Il Maggio ’68 e il Concilio Vaticano II

Mentre il mondo era scosso dalla rivoluzione del maggio ‘68, la Chiesa era scossa dalla crisi post-conciliare. La simultaneità delle due rivoluzioni solleva il quesito della loro mutua dipendenza. L’una ha influenzato l’altra? O, piuttosto, ambedue sono riflessi di una stessa crisi, manifestandosi in due campi diversi?

Il linguaggio opaco della “Chiesa conciliare”

Il nuovo modo di comunicare della gerarchia ecclesiastica è nato con il Vaticano II in ottemperanza alle indicazioni di Giovanni XXIII che ai periti e ai padri diede ampio mandato di rinnovamento nella forma di presentazione della Dottrina, fatto salvo che la sostanza non venisse cambiata. Questo restyling del Cattolicesimo venne giustificato dall’assioma (sofistico e falso) che al cosiddetto "uomo moderno" non ci si potesse rivolgere col linguaggio chiaro e definitorio del Magistero precedente.

Il primo schema sul matrimonio del Concilio Vaticano II

Fra gli schemi preparatori del Vaticano II, approvati da Giovanni XXIII nel luglio del 1962 e inviati a tutti i Padri conciliari, c’era anche uno Schema di costituzione dogmatica sulla castità, il matrimonio, la famiglia, la verginità. Ma questo Schema venne bocciato e riscritto secondo le tesi della teologia progressista, la cosiddetta Nouvelle théologie, ossia quella teologia mondana che oggi impera e tenta, a porte chiuse, di escogitare sofisticati sistemi speculativi per offendere la teologia rispettosa delle leggi divine.

La falsa accusa di eresia a chi critica le nuove ed ambigue dottrine del pastorale Vaticano II

Criticare le nuove ed ambigue dottrine del pastorale Concilio Ecumenico Vaticano II significa forse comportarsi da protestanti, da eretici? No, di certo. Eppure lo si è affermato e si è tornati a ripeterlo, anche in sedi autorevolissime.

L’ingiusta accusa di eresia a chi critica il Vaticano II

In un sorprendente articolo apparso su L'Osservatore Romano del 29 novembre 2012, l’arcivescovo Gerhard Ludwig Müller, Prefetto della Congregazione per la Fede, ha elevato il Concilio Vaticano II a unico e assoluto dogma dei nostri tempi.

Quando la Tradizione fu opacizzata

Continuità o rottura? È forse giunto il momento di uscire dalla gabbia ermeneutica in cui si dibattono gli studiosi del Concilio Vaticano II. di Roberto de Mattei (09-10-2012) Continuità o rottura? È forse giunto il momento di uscire dalla gabbia ermeneutica in cui si dibattono gli studiosi del Concilio Vaticano II. Tutti coloro che affrontano... Continue Reading →

Il card. gesuita Tucci: “La Gaudium et Spes è il testo che mi è più caro”

​È  una miniera di ricordi, di aneddoti su avvenimenti, retroscena inaspettati, avvenuti durante le quattro sessioni del Concilio Vaticano II, il cardinale gesuita Roberto Tucci. di Filippo Rizzi (20 giugno 2012) ​È ancora una miniera di ricordi, di aneddoti su avvenimenti, retroscena inaspettati avvenuti durante le quattro sessioni del Concilio Vaticano II, il cardinale gesuita Roberto... Continue Reading →

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