Il primo schema sul matrimonio e sulla famiglia del Concilio Vaticano II

Fra i vari documenti preparatori per il concilio, approvati da Giovanni XXIII nel luglio del 1962 e inviati a tutti i vescovi, c’era anche uno schema di costituzione dogmatica sulla castità, il matrimonio, la famiglia, la verginità. Tale schema venne però bocciato e riscritto secondo le tesi della teologia progressista, la cosiddetta nouvelle théologie, lontanissima dalle posizioni tradizionali.

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Il Maggio ’68 e il Concilio Vaticano II

Mentre il mondo era scosso dalla rivoluzione del maggio ‘68, la Chiesa era scossa dalla crisi post-conciliare. La simultaneità delle due rivoluzioni solleva il quesito della loro mutua dipendenza. L’una ha influenzato l’altra? O, piuttosto, ambedue sono riflessi di una stessa crisi, manifestandosi in due campi diversi?

Karl Rahner e il Concilio Vaticano II

Il gesuita tedesco Karl Rahner (1904-1984) è il perito conciliare che più di chiunque altro ha influenzato negativamente la dottrina formulata dal Vaticano II.

Il card. Siri: al Vaticano II ci fu un gruppo di “contro-impostazione”

A cura di Stefano Maria Pace e Paolo Biondi – Rivista “30 Giorni”, n° 6, Giugno 1989, pp. 70-75. L’idea di convocare un concilio era già affiorata durante il pontificato di Pio XII. Perché venne accantonata? Sì, era già affiorata. Ma, nonostante io fossi molto vicino a Pio XII, non me ne ha mai parlato. /…/... Continue Reading →

Il Concilio Vaticano II fu un colpo di stato

Il Concilio Ecumenico Vaticano II fu un colpo di stato. Mossa furba e modus operandi: strana gente questi progressisti sono talmente certi che il loro progresso rappresenti il bene assoluto che non osano dichiarare apertamente le loro intenzioni.

Il linguaggio opaco della “Chiesa conciliare”

Il nuovo modo di comunicare della gerarchia ecclesiastica è nato con il Vaticano II in ottemperanza alle indicazioni di Giovanni XXIII che ai periti e ai padri diede ampio mandato di rinnovamento nella forma di presentazione della Dottrina, fatto salvo che la sostanza non venisse cambiata. Questo restyling del Cattolicesimo venne giustificato dall’assioma (sofistico e falso) che al cosiddetto "uomo moderno" non ci si potesse rivolgere col linguaggio chiaro e definitorio del Magistero precedente.

Il Concilio Vaticano II partì con il piede sbagliato?

Il Vaticano II partì con il piede sbagliato? Giovanni XXIII, nel convocarlo, non pensava affatto ad una riforma generale della Chiesa, tanto è vero che riteneva di concluderlo nel giro di due mesi.

Il primo schema sul matrimonio del Concilio Vaticano II

Fra gli schemi preparatori del Vaticano II, approvati da Giovanni XXIII nel luglio del 1962 e inviati a tutti i Padri conciliari, c’era anche uno Schema di costituzione dogmatica sulla castità, il matrimonio, la famiglia, la verginità. Ma questo Schema venne bocciato e riscritto secondo le tesi della teologia progressista, la cosiddetta Nouvelle théologie, ossia quella teologia mondana che oggi impera e tenta, a porte chiuse, di escogitare sofisticati sistemi speculativi per offendere la teologia rispettosa delle leggi divine.

Vaticano II, dalla nouvelle theologie alla teologia della liberazione

L’errore principale che pervade il mondo moderno e contemporaneo è il relativismo, questo errore propugnato dai pensatori della seconda metà del Seicento e del Settecento, si è affinato con i pensatori e i filosofi del XIX secolo fino ad arrivare ai filosofi esistenzialisti del XX secolo. Lentamente, questo pensiero si è insinuato all’interno degli ambienti ecclesiastici più aperti ed orientati a trovare una conciliazione tra la filosofia moderna e la Chiesa. Questi cattolici vedevano e vedono la Chiesa bloccata da un dogmatismo che ai loro occhi stride con il mutamento della società contemporanea sempre più volta verso lo scientismo, verso un modo del progresso. Secondo il loro pensiero, la Chiesa era incatenata ancora al Medioevo, se non addirittura era Costantiniana.

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